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CONCORSO INTERNO 1874 VICE ISPETTORI – INDENNITA’ DI MISSIONE – DECORRENZE: DISPARITA’ DI TRATTAMENTO

CONCORSO INTERNO 1874 VICE ISPETTORI – INDENNITA’ DI MISSIONE – DECORRENZE: DISPARITA’ DI TRATTAMENTO

 

La recente circolare del Dipartimento in cui si ribadisce la posizione dell’Amministrazione sul non riconoscimento del trattamento di missione ex L. 100/87 ai corsisti vincitori del concorso interno per vice ispettori, impone una seria riflessione sulla uniformità dell’applicazione delle norme richiamate. Secondo noi L’art. 28 L. 668/86, è applicabile in via esclusiva ai concorsi pubblici esterni, quand’anche con riserva di posti. Il concorso di cui parliamo è un concorso interno riservato agli appartenenti all’Amministrazione, i quali sono chiamati alla frequenza di corsi in sedi diverse dalla propria sede di servizio, sopportando disagi anche economici non potendo percepire alcuna indennità accessoria e mantenendo il loro status e la qualifica rivestita.

La stessa novazione del rapporto di impiego, posta a fondamento della posizione dell’ Amministrazione è elemento presente anche in altre tipologie concorsuali interne per le quali, ai corsisti, viene però riconosciuta invece l’indennità di missione.

Ai corsisti del concorso di cui parliamo, che ha avuto tempi di gestazione lunghissimi, che si colloca temporalmente nella costanza del provvedimento di riordino delle carriere, non è stata neppure riconosciuta, ad oggi, la retrodatazione della decorrenza della qualifica, come avevamo chiesto con forza, è come è avvenuto per altri concorsi.

E’ in corso una interlocuzione della Uil Polizia con l’Amministrazione su questi delicati tempi per affermare l’irrinunciabile principio costituzionale della imparzialità e per estendere a questi colleghi che hanno atteso per anni la pubblicazione del Concorso, la tutela del loro reddito ed il riconoscimento dei loro meriti e del loro impegno.

Stiamo comunque predisponendo un ricorso collettivo gratuito, riservato agli iscritti Uil Polizia, ove anche le superiori istanze dovessero confermare la attuale posizione, per promuovere la tutela di questi colleghi anche in sede giurisdizionale.

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