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Finito   il calvario per i colleghi a giudizio per la morte di Michele Ferrulli: assoluzione con formula piena

Finito   il calvario per i colleghi a giudizio per la morte di Michele Ferrulli: assoluzione con formula piena

Milano, 3.10.2017

 

La quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato i ricorsi della Procura generale di Milano e dei familiari di Ferrulli, parti civili nel processo, contro la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’appello milanese il 23 maggio 2016.

I quattro colleghi delle volanti di Milano sono stati quindi assolti in tutti i gradi di giudizio. In primo grado il pm aveva chiesto condanne a 7 anni di reclusione. Nel processo d’appello il sostituto pg Tiziano Masini aveva chiesto di ribaltare il primo verdetto di assoluzione (del 3 luglio 2014) e di condannare i poliziotti a pene comprese tra i 16 mesi e i 7 anni e 8 mesi di carcere, distinguendo le responsabilità e le accuse di omicidio preterintenzionale e colposo.

La verità  ha trionfato come si dice in questi casi, ma chi restituirà ai colleghi ed alle loro famiglie per le sofferenze patite in questi anni in cui sono stati oggetto di accuse gravi e infamanti dovendo sostenere sforzi economici e costi emotivi rilevantissimi essendo stati oggetto di una campagna stampa vergognosa da parte di alcune testate giornalistica.

Per fortuna un video che riproduce i fatti, oggetto del processo,  ha fatto giustizia sull’emotività e sulle suggestioni che questo tipo di vicende giudiziarie ormai hanno nell’opinione pubblica a causa dei pregiudizi e di una irragionevole avversione verso le forze dell’ordine di frange estremistiche e per fortuna minoritarie della scena politica italiana.

Riteniamo necessario, è questo caso ne è l’esempio lampante, equipaggiare i colleghi in servizio di O.P. o di controllo del territorio se non anche i colleghi impegnati in attività operative di Polizia Giudiziaria, di microtelecamere in grado di documentare l’attività svolta.

Uno strumento di tutela irrinunciabile adottato da molte polizie europee e di tutti i paesi occidentali, attualmente in sperimentazione anche in Italia, per prevenire false accuse e distorsioni strumentali dei fatti in grado di distruggere la vita dei colleghi incolpevoli, come molte sentenze di assoluzione hanno dimostrato in casi analoghi, pesando sull’immagine stessa della Polizia di Stato ai danni di chi ogni giorno non risparmia sacrifici incommensurabili per garantire la sicurezza dei cittadini.

 

La Segreteria Provinciale Uil Polizia Milano

 

 

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