“Sembra una storia infinita, un bollettino di guerra che non accenna a fermarsi. Mentre piangiamo la tragica scomparsa di Alessandro Ambrosio, ucciso barbaramente a Bologna lo scorso 5 gennaio, la cronaca ci consegna quasi di continuo altre gravissime aggressioni”. La denuncia arriva dalla Uil di Rimini. “La sicurezza non può essere un lusso, è un diritto – dichiara il coordinatore confederale della Uil di Rimini Michele Bertaccini -. Il tema della sicurezza è un tema complesso che va certamente affrontato da più punti di vista ma lo si può, né si deve, evitare. Come Uil non smetteremo di ribadirlo con chiarezza in ogni contesto. Inoltre, in un territorio come il Riminese, dove nel periodo estivo esplodono le presenze, è doveroso porsi ora il tema per provare a gestire la situazione nei mesi più critici”.

“Non c’è pace per chi lavora sui treni – dichiarano congiuntamente Laura Casonato (Uil Polizia Rimini) e Federico Martinini (Uiltrasporti Emilia-Romagna) -. Siamo di fronte ad una spirale di violenza che conferma come il personale ferroviario sia ormai un bersaglio costante. Esprimiamo la massima vicinanza a vittime e famigliari, la loro sofferenza è la nostra, ma la commozione non basta più servono azioni concrete”.

“Non possiamo accettare che la violenza diventi parte del mestiere, perciò, rilanciamo la nostra battaglia: zero morti sul lavoro. Un obiettivo reale non solo uno slogan. Per questo siamo a ribadire la necessità di maggiori presidi e prevenzione: pertanto più personale delle forze dell’ordine in servizio nelle stazioni e sui convogli”.

“La quotidianità dei lavoratori deve essere protetta da maggiori controlli e da una presenza effettiva di personale in divisa che garantisca il tranquillo svolgimento del servizio. Il Paese ha bisogno di leggi che vengano realmente attuate, il senso di impunità è un nemico che non va assecondato. Maggiori dispositivi di controllo come telecamere a bordo treno e nei luoghi più sensibili e possibilmente dispositivi di deterrenza e controllo come body cam a tutto il personale di bordo treno, oltre a dispositivi che possano attuare degli allarmi in grado di interagire nell’immediato con le forze dell’ordine. Tutte possibili soluzioni più volte discusse nella nostra regione e solo in parte accolte (alcune in fase sperimentale) da Trenitalia e dalle istituzioni. Non ultimo la certezza della pena. Non è accettabile che soggetti già noti alle forze dell’ordine circolino liberamente armati”.

“La sicurezza è un diritto che va garantito, non è possibile voltarsi dall’altra parte. Ogni aggressione è un fallimento collettivo, non possiamo abbassare la guardia finché non sarà garantito il diritto fondamentale di tornare a casa sani e salvi dal proprio turno di lavoro” conclude la Uil.

 

Michele Bertaccini Coordinatore UIL Rimini

Laura Casonato UIL Polizia Rimini

Federico Martinelli UILTrasporti Rimini

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