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Errore definire “scontri di piazza” l’ennesima aggressione criminale alle forze dell’ordine – Necessario nuovo approccio al fenomeno, nuovi protocolli d’intervento e nuovi strumenti dissuasivi

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Errore definire “scontri di piazza” l’ennesima aggressione criminale alle forze dell’ordine – Necessario nuovo approccio al fenomeno, nuovi protocolli d’intervento e nuovi strumenti dissuasivi

 

DICHIARAZIONE DI ORONZO COSI – SEGRETARIO GENERALE UIL POLIZIA

La libertà di manifestare nel rispetto della legge è un principio fondamentale al pari del diritto all’integrità fisica dei cittadini, di tutti i cittadini anche e soprattutto di chi ogni giorno assicura il suo impegno per la sicurezza del Paese.

Sono due beni giuridici primari vengono continuamente lesi da quella che è divenuta ormai una tendenza strutturale che registriamo nelle nostre città da parte di gruppi pseudopolitici violenti di ogni estrazione.

Gli operatori di polizia diventano obbiettivo di aggressioni pianificate e realizzate con metodi paramilitari e spregiudicatezza criminale. Non si tratta più di forzare blocchi o di resistenza alle azioni di alleggerimento, ma di vera guerriglia il cui obbiettivo centrale sono le forze dell’ordine.

Oggi nell’esprimere solidarietà a gratitudine ai colleghi feriti chiediamo alla politica ed ai media un approccio diverso a questo fenomeno a cominciare dalle parole che usiamo per definirlo e per raccontarlo.

Gruppi organizzati, volti travisati, strumenti di protezione e armi rudimentali ma efficaci come spranghe, pietre, fionde, biglie utilizzate per colpire indiscriminatamente i nostri colleghi con il solo obbiettivo di ferire se non di uccidere.

Non “scontro”, che definisce due parti che si affrontano, ma aggressione pianificata a chi rappresenta lo Stato, il Paese, I cittadini, a chi tutela la libertà e la legalità ed è in piazza per garantirle.

E’ necessario un nuovo approccio alla materia per evitare questa escalation che ci porta ormai da mesi a registrare feriti molto spesso gravi tra i lavoratori delle forze dell’ordine, danni ingenti alle nostre città, e che mette seriamente in discussione la serenità dei cittadini, il confronto democratico e la percezione della sicurezza.

Sono necessari nuovi approcci negli strumenti di dissuasione e contrasto di questi che bisogna definire attraverso i propri atti: Criminali.

E’ fondamentale secondo noi anche e soprattutto dotare le forze dell’ordine dei cosiddetti strumenti non letali oggi sul mercato che vengono impiegati in pressoché tutti i paesi europei per contenere le aggressioni violente: Taser, Flash Ball oppure il SelectaDNA HV, che marca a distanza gli individui con Dna sintetico. I manifestanti violenti vengono cosparsi di un prodotto che permette poi l’identificazione dell’aggressore ai raggi ultravioletti.  E’ importante modificare i protocolli operativi in maniera di mettere in campo oltre ai dispositivi di Ordine Pubblico anche unità in grado di assicurare alla giustizia chi nelle manifestazioni compie prima ed in funzione degli atti violenti nelle manifestazioni autorizzate e non, una serie di reati quali il porto ingiustificato di armi e strumenti atti ad offendere, il travisamento del volto, i danneggiamenti.

Bisogna mettere in campo le grandi professionalità di cui disponiamo e gli strumenti tecnici più sofisticati per arginare questa deriva violenta che non possiamo continuare a tollerare, ad ignorare o peggio a giustificare con le argomentazioni più assurde

 

Il comunicato: torino

 

 

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