Sindacato,

IL PODIO – Editoriale della Federazione UIL Polizia

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IL PODIO – Editoriale della Federazione UIL Polizia

Da quasi 6 mesi i lavoratori della Polizia di Stato sono senza contratto economico.

Per quanto riguarda poi la parte normativa siamo fermi ad oltre un decennio.

Indennità di O.P. o di presenza esterna sono ferme ad oltre 16 anni e oggi un poliziotto percepisce per un’ ora di straordinario lo stesso importo di un ora di lavoro ordinario.

L’indennità per il lavoro notturno è di 2.70 euro netti, per il lavoro festivo 7 euro e 12 euro per la reperibilità.

Le norme in favore della genitorialità, dell’assistenza ai familiari disabili, del ricongiungimento familiare, la normativa sulle malattie professionali è ferma ed oggetto di interpretazioni sempre all’insegna della massima restrittività costringendo i colleghi ad estenuanti contenziosi per affermare i propri diritti.

Disciplina, regolamento di servizio, mobilità interna sono gestite con strumenti normativi inadeguati e penalizzanti per i colleghi.

L’età media è pericolosamente prossima ai 50 anni e gli organici degli uffici si sono assottigliati drammaticamente passando dalle 108 mila unità del 2008 alle 98.000 unità odierne. Le attuali politiche assunzionali non riusciranno neppure a far fronte ai prossimi pensionamenti che decimeranno ulteriormente i nostri uffici.

Lo stato di manutenzione dei luoghi di lavoro è penoso e le norme sulla sicurezza continuano ad essere considerate un fastidioso orpello da eludere in ogni modo.

Le aggressioni fisiche ai nostri colleghi ogni giorno durante il servizio ordinario o nel corso di manifestazioni superano i 1000 episodi ogni anno ed è un trend in continua ed inarrestabile crescita.

Ebbene ci sarebbe materia per un impegno ed una mobilitazione generale di chi dovrebbe rappresentare i poliziotti italiani ma l’unica preoccupazione dei sindacatoni della nostra categoria in questi giorni sembra essere quella di salire sul podio o riconfermare la propria posizione in zona “medaglia”.

Anche a costo di smentire se stessi, ovvero di stravolgere la normativa vigente l’incessante ed infaticabile opera dei maggiori sindacati della Polizia di Sato è in questi giorni quella di infiltrare i più alti livelli decisionali del dipartimento per far emanare disposizioni liberticide contro il pluralismo e la libertà sindacale.

Eppure l’art. 39 della Costituzioni è immediatamente percettivo nel nostro ordinamento e sancisce il principio che i sindacati sono liberi e che non hanno bisogno della benedizione dei datori di lavoro, come sostengono senza vergogna i sindacatoni tentando di orientare su questa direzione la stessa Amministrazione.

Intanto sono quasi 9 mesi che attendiamo che l’Amministrazione prenda formalmente atto della Costituzione del Sindacato di Polizia che rappresenta 6.200 poliziotti italiani a cui si vuole chiudere la bocca. Evidentemente voci libere e fuori dal coro delle ovvietà e dell’appiattimento sulle posizioni dell’Amministrazione rappresentano una minaccia da arginare ad ogni costo. Anche abiurando ai principi di libertà sindacale su cui si poggia l’esistenza stessa di sindacatoni medesimi.

Particolarmente avvincente, in questa misera gara al ribasso del diritto e della libertà, è la corsa al terzo posto a cui l’attuale detentore non si rassegna a rinunciare.

Ma per una medaglia si sa tutto si fa e tutto si osa, anche contraddire se stessi ed accantonare le posizioni sul codice unico e le restrizioni sulle federazioni sostenute con forza fino a ieri, l’importante è crescere, aggregare, fare numero e restare sul gradino a tutti i costi.  

Sarebbe gioco facile per noi partecipare all’allegra brigata, essere determinanti  e guadagnare così anche noi la tanto agognata medaglia di bronzo, confermando e rafforzando l’attuale 3° posto contro chi sogna di riconquistarlo, ma preferiamo concentrarci sul bel gioco, fare una prestazione avvincente che magari possa onorare i poliziotti che rappresentiamo e continuare ad essere una voce libera, autorevole e soprattutto fuori dal coro

Roma, 14 giugno 2019

         Oronzo Cosi – Antonino Alletto – Annibale Falco

L’editoriale:

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