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Poliziotti separati… dai figli – Necessario individuare istituti contrattuali per favorire la genitorialità dei poliziotti separati

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Poliziotti separati… dai figli – Necessario individuare istituti contrattuali per favorire la genitorialità dei poliziotti separati

 

Nonostante in Italia esiste una legislazione piuttosto avanzata in tema di affidamento dei figli minori, la legge 54 del 2006,  che sancisce il diritto dei bambini, dopo la separazione,  di avere “mantenere rapporti equilibrati e continuativi con entrambi i genitori, di ricevere cura, istruzione, educazione ed assistenza morale da entrambi”, questa norma è stata sostanzialmente disapplicata da interpretazioni giurisprudenziali che ne hanno stravolto completamente il senso ed i principi.

La stessa norma, che prevede il mantenimento diretto, è stata soppiantata con previsioni di collocazioni “prevalenti” dei figli ad uno solo dei genitori, di sostanziosi assegni di mantenimento, senza alcun rendiconto, per il  genitore “collocatario”, un temine ed una figura partorita nei nostri tribunali e non certo dal Parlamento Italiano. Una figura a cui viene assegnata la casa coniugale dopo la rituale esplulsione di uno dei genitori da essa. Al genitore non collocatario solo pochi momenti mensili per vedere i propri figli.

Questa situazione genera una conflittualità elevatissima nelle famiglie determinando sofferenze indicibili per le persone coinvolte imprimis per i bambini nei quali, come dimostrano oltre 80 studi scientifici effettuati negli ultimi anni,  perdendo di fatto il contatto con uno dei genitori, soffrono un disagio psicofisico e sono esposti a patologie di carattere psicosomatico anche gravi oltre che a disturbi comportamentali, alimentari e al condizionamento negativo del loro processo evolutivo.

Quando poi è il poliziotto a separarsi, la situazione è ancor più critica.

Le norme in materia di orario di servizio tra turnazioni h. 24, cambi turno, variazioni nella programmazione settimanale, impiego in straordinario, rendono difficilissimo beneficiare di quei già pochissimi spazi in cui i Giudici consentono ai genitori non collocatari, di vedere i loro figli.

Spesso in sede di separazione, non potendo l’operatore di polizia garantire  una regolarità di orario di lavoro e quindi una previsione di disponibilità di certi tempi per tenere i figli, viene pesantemente discriminato e si vede assegnare ancor meno giorni mensili per poter stare con i suoi bambini.

Il Polizotto protagonista di tali vicende oltre ad affrontare la reale riduzione all’indigenza,  dovendo provvedere a pagare alimenti esorbitanti ai figli ed all’ ex coniuge, in molti casi anche il mutuo della casa coniugale, spese straordinarie per i figli, è costretto cercare, spesso invano,  una nuova sistemazione abitativa. La scarsità di alloggi di servizio collettivi non consente, neppure sotto quel punto di vista,  un valido aiuto a questi colleghi gettati letteralmente in mezzo alla strada nelle nostre città in cui i costi abitativi sono proibitivi.

Dopo la difficile fase della separazione, i cui costi emotivi e materiali sono enormi per ogni individuo, tra difficoltà di ogni genere, i poliziotti separati devono affrontare il peggiore degli esiti di queste vicende: la perdita del rapporto con i loro bambini che, se sono fortunati, riescono a vedere per poche ore magari in un parco giochi o da Mac Donald’s, non avendo neppure un luogo per riceverli.

L’elemento che forma il rapporto genitoriale, ovvero l’intimità domestica, fare colazione insieme, leggere una favola al proprio bambino o preparargli un biberon con latte e biscotti, vedere un film alla TV o fare i compiti insieme, sono tutte cose di cui in maniera traumatica i poliziotti ed i loro bambini vengono privati.

Questa situazione riguarda  milioni di genitori separati nel nostro paese e tra di loro non fanno eccezione i poliziotti i quali vivono un disagio ed una condizione ancora più drammatica. Molti dei suicidi che registriamo tra i nostri colleghi, sono avvenuti proprio in costanza di separazioni con figli ed a causa della sofferenza dalla quale, i colleghi sono stati tragicamente sopraffatti.

La bi-genitorialità ed il diritto dei bambini ad avere due genitori anche dopo la separazione è sancita da norme internazionali, dalla nostra legislazione ed è fondamentale per la salute dei nostri figli. Per questo motivo è fondamentale introdurre istituti contrattuali che consentano la compatibilità dei turni di servizio dei genitori separati con i tempi di permanenza presso di loro dei figli minori. E’ importante supportare i colleghi in difficoltà dal punto di vista alloggiativo e sarebbe auspicabile individuare nelle strutture adibite ad alloggi collettivi degli spazi nei quali poter ricevere ed intrattenere i figli dei colleghi separati.

L’Esecutivo in carica, nel cd. “contratto di governo” ha fissato tra gli obbiettivi dell’azione politico-legislativa, un intervento normativo che favorisca l’affidamento materialmente condiviso dei figli dei genitori separati, con tempi di permanenza paritetici, doppio domicilio o alternanza dei genitori nella casa coniugale e mantenimento diretto degli stessi. Un simile norma consentirebbe ai minori figli di genitori separati di avere concretamente una Famiglia Genitoriale con una mamma ed un papà, una condizione più equa per entrambi gli ex coniugi sotto il profilo patrimoniale, la riduzione drastica della conflittualità come avviene in quasi tutti i Paesi avanzati che da anni hanno scelto questa impostazione.

Per parlare di questi temi e della difficile condizione dei poliziotti separati e dei loro figli abbiamo partecipato ad un convegno presso il Senato della Repubblica sulla riforma dell’affido condiviso ed abbiamo incontrato il Senatore Simone Pillon della Commissione permanente Giustizia che ha anticipato i contenuti di un imminente Disegno di legge a favore della realizzazione nel nostro Paese della piena ed effettiva bigenitorialità.

Nel rinnovo della parte giuridica del Contratto di Lavoro per il Comparto Sicurezza, saremo promotori di norme contrattuali che consentano ai poliziotti ed ai loro figli, anche dopo la separazione, di continuare ad avere un significativo, vero rapporto genitoriale.

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