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Rinnovo contrattuale appartenenti alle Forze dell’Ordine – La nostra lettera al Presidente del Consiglio

Rinnovo contrattuale appartenenti alle Forze dell’Ordine -La lettra dell’SP (Sindacato di Polizia) al Presidente del Consiglio On. Giorgia Meloni

Illustrissimo Presidente del Consiglio dei Ministri, Signori Ministri, Senatori e Deputati della Repubblica Italiana.

E’ noto che il contratto di lavoro degli appartenenti alle Forze dell’Ordine è ormai scaduto dal dicembre 2021.

Nessuna previsione, di specifico stanziamento, è stata, ancora, effettuata per il rinnovo contrattuale del triennio 2022/2024.

La Federazione Sindacale SP, composta dalle OO.SS. della Polizia di Stato UIL POLIZIA – ADP – SNAP – ANIP ITALIA SICURA – SDP, evidenzia che il contratto di lavoro è’ lo strumento fondamentale per garantire le migliori condizioni retributive dei lavoratori. Oggi più che mai per poter contrastare le problematiche economiche contingenti diventa improcrastinabile avviare nel più breve tempo possibile le trattative per il rinnovo.

Appare quasi pleonastico ribadire che il potere d’acquisto degli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori delle Forze di Polizia continua a subire, da troppo tempo, una perdita vertiginosa.

A causa dell’inflazione e del non allineamento degli stipendi.

Infatti la percentuale di riduzione del potere di acquisto aumenta al ridursi del reddito disponibile.

La situazione attuale aggravata dal conflitto Russia -Ucraina e da una serie di congiunture economiche ha fatto schizzare in alto anche i prezzi d’acquisto dei beni di prima necessità delle forniture elettriche, gas e carburanti.

Un insieme di indicatori economici negativi che hanno reso il costo della vita un problema non più sostenibile per il ceto medio (n.d.r. I poliziotti dovrebbero rientrare in questa ideale posizione sociale), che rischia di scivolare verso la pericolosa soglia di povertà.

Invero, non si può più sottacere che, rebus sic stantibus, la crescita delle disuguaglianze sociali sta producendo una realtà in cui i poveri sono ancora più poveri, mentre il ceto medio sta facendo poderosi passi indietro. Infatti, è’ di tutta evidenza, non ha più, ormai da tempo, gli strumenti per garantire quello che il sociologo Giuseppe De Rita chiamava processo di cetomedizzazione, e cioè sostanzialmente assicurare un minimo di tranquillità economica per sé ed i propri cari.

Questo significa che se un tempo il ceto medio riusciva a permettersi, seppur con sacrifici, il mantenimento di una casa dove abitare, il pagamento delle rate del mutuo, il pagamento dei costi di natura sanitaria, il pagamento dei costi per fare studiare i figli fino all’università, insomma se un tempo si riusciva ad arrivare alla fine del mese senza dover patire la fame, ormai purtroppo non è più così. Sinteticamente tutto ciò sta generando un vero e proprio sfaldamento del tessuto sociale. Appare evidente, quindi, che gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, oberati da un’attività lavorativa (che mette quotidianamente a repentaglio la loro incolumità e a volte in pochissimi secondi devono prendere delle decisioni importanti) non riescono più a garantire quel minimo di tranquillità economica a sé e alla propria famiglia, e di conseguenza la loro non serenità  può incidere sulla sicurezza della collettività.

Peraltro, giova anche ricordare che le Forze di Polizia, proprio per il loro carico di lavoro oltremodo pericoloso e stressante, sono beneficiari di una legge sulla specificità (art.19 legge 4 novembre 2010 n. 183) che in teoria dovrebbe garantire loro un trattamento specifico dal punto di vista della tutela economica, pensionistica e previdenziale. Tante parole poi, e pochi fatti,  nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori delle Forze di Polizia.

Osannati con elogi per i meriti e tutti presenti quando qualcuno di loro disgraziatamente per causa di servizio perde la vita.

Invece, quando si tratta di arrivare al sodo, quando si tratta di mettere mano al portafoglio per garantire più tutele a questi professionisti della sicurezza che tutelano lo Stato, la musica allora cambia. La tempistica dei rinnovi contrattuale a posteriori, dopo anni, non riesce a coprire nemmeno un decimo della reale perdita del potere d’acquisto degli stipendi.

Occorre anche sottolineare che negli ultimi anni il tasso dei suicidi tra le Forze dell’Ordine è sempre in costante aumento, lungi dal volere fare dell’inutile vittimismo, o peggio ancora sciacallaggio nei confronti dei colleghi che hanno compiuto l’estremo gesto.

Quando si affronta il problema dei suicidi difficilmente le  cause  possono  ricondursi con certezza ad un qualcosa di specifico, un suicidio è un insieme di concause , un suicidio a volte risulta un mistero della mente.

I seri problemi economici creano elementi stressogeni non indifferenti, e è’ pur vero che se devi scegliere se curarti o mangiare, se sai che non riesci più a garantire una vita serena ai tuoi cari, qualcosa, in ogni caso, deve pur scattare nella mente dei malcapitati, poi ognuno riesce a gestire questo disagio in modo più o meno positivo.

La vicinanza nei confronti dei poliziotti bisogna esprimerla a tempo debito, e il rinnovo contrattuale di questa particolare categoria di lavoratori rappresenta di certo un momento in cui deve venire meno ogni ipocrisia, ogni interesse di parte, un momento in cui deve venire a galla la verità dei fatti, perché il vero sta nelle azioni e nei fatti concreti conseguenti non certo nell’ostentazione di paroloni altisonanti.

Il rinnovo contrattuale delle Forze dell’Ordine deve essere scevro da qualsiasi demagogia da campagna elettorale, un modo trasversale di fare spazio a tutto ciò che serve per dare il giusto ristoro economico a chi rischia la propria vita per il bene degli altri.

Illustrissimo Presidente del Consiglio dei Ministri, nella Sua veste di massimo responsabile del Governo della Repubblica Italiana, per tutte quante le ragioni e le riflessioni rappresentate, in conclusione, chiediamo alla S.V. di prevedere, nella Legge di Bilancio 2024, adeguati e specifici stanziamenti economici per il rinnovo contrattuale delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine, facendosi anche carico di avviare le contrattazioni previste per legge nel più breve tempo possibile.

Nell’auspicio che il Suo autorevolissimo intervento possa finalmente innescare un’inversione di tendenza rispetto alle questioni sopra descritte, Le porgiamo i nostri più Distinti Saluti.

Vittorio Costantini (UIL Polizia)

Gaspare Maiorana (ADP)

Vincenzo Menicucci (SNAP)

Flavio Tuzi (ANIP Italia Sicura)

Annibale Falco (SDP)

La lettera:

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