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Riorganizzazione Polizia di Frontiera – NO all’arretramento dello Stato dai territori

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Riorganizzazione Polizia di Frontiera – NO all’arretramento dello Stato dai territori

Si è svolto al Dipartimento il previsto esame congiunto relativo all’ipotesi di rimodulazione della Polizia di Frontiera alla presenza, tra gli altri, del Prefetto Luigi Savina e del Direttore Centrale Massimo Bontempi.

Il progetto prevede una nuova organizzazione costituita da 8 Zone Polizia di Frontiera, al posto delle attuali 9, con la soppressione della III Zona Polizia di Frontiera di Bolzano e la devoluzione delle relative competenze alla IV Zona Polizia di Frontiera di Udine.

Si prevedono, nel dettaglio, l’accorpamento dell’Ufficio Polizia di Frontiera marittima di Trieste con il Settore Polizia di frontiera terrestre della stessa città e l’accorpamento dell’Ufficio di Frontiera aerea di Napoli Capodichino con l’Ufficio Polizia di Frontiera marittima sempre del capoluogo partenopeo.

A Bardonecchia, dopo una storica rivendicazione del nostro sindacato, si prevede l’istituzione di un Settore di Polizia di Frontiera terrestre distinto dal locale Commissariato: sarà in ogni caso necessario rafforzare gli organici e rivalutare tutti gli aspetti logistici e strutturali per venire incontro alle esigenze del personale. Un Settore di Polizia di frontiera terrestre sarà istituito anche al Brennero.

Le competenze della Sottosezione Polizia di Frontiera del Traforo del Gran San Bernardo saranno invece trasferite al Settore terrestre di Aosta.

Soppressi gli Uffici di Frontiera marittima di La Spezia, Gioia Tauro e Taranto e gli Uffici di Frontiera aerea di Brescia e Parma con assegnazioni delle relative funzioni alle Questure territorialmente competenti.

Infine la II Zona, quella di Milano, è destinata ad assumere tutte le competenze relative al confine con la Svizzera per individuare un unico interlocutore in relazione al fenomeno della cooperazione transfrontaliera per la gestione dei cosiddetti “movimenti secondari”.

Complessivamente il progetto prevede un incremento (a regime) del personale, ma si tratta comunque di un aumento assolutamente non sufficiente alle reali esigenze, che non compensa le storiche carenze di organico da sempre denunciate.

Come Federazione Silp Cgil – Uil Polizia giudichiamo inoltre gravissima la soppressione dell’Ufficio di Polizia di Frontiera marittima a Gioia Tauro, che per traffico merci (e non solo) rappresenta uno dei principali snodi del Mediterraneo, su cui si è registrato negli anni più che un dimezzamento del numero di operatori, al punto di comprometterne i servizi di Polizia cui è preposto, che non potranno certo essere soddisfatti dal locale Commissariato di P.S. già sottoposto a gravose incombenze di pubblica sicurezza (prevenzione e controllo del territorio, ordine pubblico, polizia giudiziaria, polizia amministrativa e sociale, tutele e scorte, immigrazione…).

Una scelta anacronistica e miope, che si pone in aperta contraddizione con le dichiarazioni fatte da autorevoli rappresentati del Governo di rilancio del porto e con i recenti e significativi investimenti infrastrutturali posti in essere, che stanno determinando un significativo crescendo di attività e che vede, paradossalmente, un depotenziamento del presidio di Polizia: pessimo segnale nel contrasto alla criminalità organizzata che proprio in quell’area incombe pesantemente.

Parimenti irricevibile riteniamo la decisione di chiusura dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto che ha numeri rilevanti come motonavi e traffico passeggeri oltre al fatto di essere un fondamentale snodo della nuova via della seta. Scellerata pure la previsione per La Spezia perché il porto rappresenta il secondo scalo per container in Italia e registra una crescita del fenomeno dell’immigrazione clandestina. Incomprensibile, ancora, la scelta di penalizzare realtà importanti come Brescia e Parma che perderanno gli Uffici di Frontiera aerea.

In generale, ogni soppressione di uffici o presidi della Polizia di Stato, che tra l’altro in questo caso andrebbero a gravare il lavoro delle Questure, trova la netta contrarietà della nostra organizzazione sindacale.

Il progetto di riorganizzazione dell’Amministrazione non fornisce poi risposte concrete su Uffici della Polfrontiera di strategico interesse nazionale come Ventimiglia, che oggi “gode” di una forza effettiva di 80 unità che risulta assolutamente insufficiente alle esigenze sempre crescenti: il previsto e futuro incremento ad appena 86 unità non è destinato a cambiare a la situazione.

A margine della riunione abbiamo anche riproposto la questione della Polizia di Frontiera di Venezia in relazione alla formazione del personale per il maneggio di piccole quantità di esplosivo (“Uomo Caldo”) e alle criticità relative alla chiusura della Caserma della Polfrontiera e del Distaccamento Cinofili per mancanza dei requisiti minimi di abitabilità: problematiche sollecitate da tempo che attendono ancora una soluzione.

La Federazione Silp Cgil infine, auspicando una rimodulazione del progetto dell’Amministrazione, ha chiesto garanzie per il personale, partendo dagli Agenti – Assistenti, passando per i Sovrintendenti e gli Ispettori, fino ai Funzionari. Dovranno infatti essere valutate le loro aspettative in caso di mobilità.

Il Prefetto Savina ha risposto positivamente alla nostra richiesta di una circolare che punti a salvaguardare professionalità, competenze e impieghi degli operatori della Specialità nell’ambito delle Questure. Aspettiamo ovviamente di vedere la bozza di circolare per esprimere un compiuto parere.

Il Comunicato:

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