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Roma – Casamonica: risposte concrete anche a riflettori spenti

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Roma – Casamonica: risposte concrete anche a riflettori spenti

 

Se è vero che la sicurezza deve essere un azione sinergica a cui tutte le istituzioni, gli attori sociali ed i cittadini devono partecipare, è pur vero che questo non può essere un alibi deresponsabilizzante per chi ha la titolarità  specifica di gestione dell’apparato di sicurezza.

Eventi come la testata al giornalista di Nemo a Ostia o l’aggressione alla disabile da parte di appartenenti al clan Casamonica alla Romanina,  accendono per pochi giorni i riflettori sul fenomeno della criminalità organizzata che poi torna ad essere appannaggio degli “esperti” che continuano a discutere del sesso degli angeli e di iniziative concrete neanche l’ombra.

Eppure la criminalità organizzata a Roma, divenuta una sorta di network fatto di entità che convivono più o meno pacificamente tra loro,  spadroneggia in alcuni territori della città introducendosi come un cancro e condizionando l’economia e la politica romana.

Eppure di efficentare concretamente la capacità di risposta delle Forze dell’Ordine non se ne parla.

COMMISSARIATI: E’ necessaria una dislocazione razionale modulata sulla trasformazione e l’espansione urbanistica della città. Vi sono zone in cui insistono tre commissariati in un fazzoletto di territorio mentre città sorte dal nulla sono completamente abbandonate a loro stesse.

CONTROLLO DEL TERRITORIO: A Roma non esiste come in tutte le città italiane un ufficio controllo del territorio per la gestione dei fermati e delle emergenze nelle ore serali e notturne. Un dispositivo che consentirebbe alle volanti di essere sul territorio ottimizzando operazioni che le distolgono dai loro compiti di prevenzione.

SQUADRA MOBILE: Facendo tesoro da esperienze vincenti come avvenuto nella lotta alla Ndrangheta, i servizi investigativi di contrasto alla criminalità organizzata dovrebbero avere competenza territoriale compartimentalizzata.

ANAGRAFE DISPOSITIVI VIDEOSORVEGLIANZA: E necessario operare un censimento ed una anagrafe delle telecamere di videosorveglianza attive sul territorio anche private che insistono su luoghi pubblici o aperti al pubblico per consentire ricostruzioni immediate di eventi ed investigazioni rapide ed efficaci.

Certamente ognuno deve fare la propria parte, media, scuola, politica, enti locali, magistratura, ma se le Forze dell’Ordine saranno messe in condizione di operare con efficacia il motore della sicurezza,  della legalità, della moralità pubblica potrà certamente ripartire anche e soprattutto nelle periferie.

 

IL SEGRETARIO GENERALE

Antonio Costa

 

Il comnicato: Casamonica

 

 

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