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Valori, tesori e tesorieri – Ognuno vale quanto le cose a cui da importanza

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Valori, tesori e tesorieri

Ognuno vale quanto le cose a cui da importanza,

e crediamo che questo pensiero di Marco Aurelio possa farci da guida in queste brevi riflessioni sul travagliato ed ondivago rapporto tra la Confederazione Uil ed il Sindacalismo di Polizia in questi ultimi anni.

Sin dal lontano ‘74 la UIL, insieme alla altre Confederazioni Sindacali, affiancò e sostenne il movimento dei poliziotti che portò alla smilitarizzazione della Polizia ed all’attuale modello di sicurezza civile che è un baluardo della vita democratica del nostro Paese. Negli oltre 40 che sono seguiti i poliziotti di ispirazione democratica, riformista, confederale e progressista, hanno sempre guardato alla UIL come presidio di questi valori e le organizzazioni sindacali in cui si sono organizzati e riconosciuti hanno avuto con la Confederazione un rapporto politico sano, costante, qualitativo.

Tutto ciò ha creato valore nel sindacalismo di polizia sotto molteplici aspetti: elevato livello politico della iniziativa sindacale, sinergia con tutte le categorie del mondo del lavoro, formazione e professionalità dei quadri. Ha creato valore sotto l’aspetto della consistenza e del consenso dei sindacati di ispirazione UIL nella Polizia di Stato, sotto l’aspetto della democrazia interna e della dialettica, sempre intesa come risorsa e arricchimento nonchè sotto l’aspetto della capacità di sintesi per individuare traiettorie politiche e leader.

Ci piace sottolineare anche il valore umano che tale relazione ha creato con i tanti amici della Confederazione sia sui territori che livello nazionale, con i vari Dirigenti e Segretari Confederali con i quali sono nate autentiche amicizie, relazioni di stima e reciproca disponibilità.

Tutto questo è stato possibile grazie al valore del rispetto reciproco e del riconoscimento della diversità e della specificità delle nostre organizzazioni da sempre praticato dai Vertici fino a tutti i militanti della Confederazione Uil.

Il tesoro rappresentato da questi valori è stato purtroppo però dissipato in pochissimi anni da quando, ironia terminologica, proprio  il Tesoriere Confederale Benedetto Attili ha assunto la delega per i rapporti tra la Confederazione ed il mondo sindacale della Polizia di Stato.

Facendo carta straccia dello stesso Statuto della UIL che all’art. 4 afferma solennemente di riconoscere i Sindacati di Polizia, senza indicare condizioni particolari o requisiti che gli stessi debbano avere, tralasciando i vincoli della legge 121/81, che vieta espressamente rapporti di natura organizzativa tra i Sindacati di Polizia e le Associazioni Sindacali esterne come la UIL, stravolgendo una consolidata prassi politica di reciproco rispetto della diversità dei ruoli, ha deciso di determinare assetti organizzativi, leadership, linea politica, patti federativi dei sindacati di polizia di ispirazione UIL.

Lo ha fatto dando, togliendo, minacciando di togliere e distribuendo patenti di riconoscimento della Confederazione da lui elaborate. Lo ha fatto utilizzando poi anche e soprattuto un altro tipo di valori, ben più prosaici e terreni di quelli alti di cui abbiamo parlato fin’ora, le risorse economiche, il patrimonio dei lavoratori iscritti alla UIL che ad essa devolvono parte del loro stipendio attraverso le deleghe sottoscritte.

Ha utilizzato questo strumento per sostenere chi poteva essere funzionale al suo obbiettivo di eterodirigere, dalla sua ideale cabina di regia, il sindacato di polizia, e per far mancare invece il sostegno della Confederazione a chi invece continuava a credere nella esigenza di preservare l’indipendenza organizzativa, la democrazia interna ed il pluralismo,  il rispetto della legge e la dignità di rappresentare una categoria con particolari caratteristiche  di specificità.

In questi anni, da quando l’attuale Tesoriere Confederale ha iniziato ad occuparsi dei sindacati di polizia, prerogativa sempre appartenuta al Segretario Confederale, abbiamo visto un po’ di tutto.

Lo abbiamo visto riconoscere la UIL Polizia come unico ed esclusivo sindacato di riferimento confederale per poi consegnare analoga “patente” anche all’M.P.. poi abbiamo dovuto prendere  atto che la Confederazione assicurava servizi per gli iscritti di sindacati di polizia che non avevano alcuna prossimità ideale o politica con il mondo UIL. Abbiamo visto una indebito screditamento delle dinamiche e della dialettica interna della UIL Polizia da parte del Tesoriere in persona, per poi succesivamente, e in modo davvero inenarrabile, nei confronti della UIL MP.

In seguito abbiamo assistito a continue ingerenze nel progetto di costituire un soggetto unitario che rappresentasse tutte le sigle di ispirazione UIL registrando la pervicace volontà del Tesoriere di determinare tempi, modi, statuti, organismi, leader di questo soggetto che volevamo costituirsi con un congresso unitario e che è stato di fatto da lui boicottato.

Abbiamo visto poi arruolare, con gli argomenti che immaginiamo, alcuni quadri delle nostre Organizzazioni  e incoronarli come leder MAXIMI della Uil Sicurezza,  un nuovo soggetto costituito ad hoc per impedire che in maniera partecipata, democratica e trasparente venisse alla luce un sindacato unitario e autorevole da un processo di sintesi tra tutti i sindacati di ispirazione UIL nella Polizia di Stato.

Abbiamo preso atto con stupore che questo soggetto, chiamato UIL SICUREZZA, evidentemente inconsistente sotto il profilo del consenso e senza alcuna prospettiva di raggiungere la maggiore rappresentatività e la conseguente titolarità autonoma di interloquire con l’Amminsitrazione, si è federato con quello, tra i sindacati di polizia, più distante possibile dai valori progressisti, riformisti e confederali della UIL. Un sindacato che fa dell’autonomia e dell’indipendenza dal mondo del lavoro un valore fondativo, un sindacato dalle posizioni corporative e securitarie divenuto celebre per aver denunciato la sorella di Stefano Cucchi o aver manifestato sotto casa della mamma di un giovane morto nel corso di un fermo di polizia.

L’atto finale di questa scomposta strategia di cui noi, ma sarà certamente un nostro limite, non riusciamo francamente a comprendere i reali obbiettivi, è stata una recente circolare organizzativa inviata dal Tesoriere alle strutture territoriali della Confederazione. Una sorta di mal celata presa di distanza da tutto il mondo sindacale della Polizia di Sato di ispirazione UIL, una damnatio memoriae, una fattwa, con la quale si ingiunge di avere  rapporti politici eclusivamente  con la Uil Sicurezza, il piccolo drone lanciato in volo da Attili nella nostra categoria, e solo ad essa assicurare servizi per gli iscritti dei quali potevano finora beneficiare tutti i poliziotti aderenti ai soggetti sindacali di ispirazione UIL.

Ma se a non comprendere la natura e le finalità di questa circolare non siamo stati solo noi, ma i molti amici delle strutture territoriali confederali che in questi giorni ci hanno contattato esprimendoci solidarietà e chiedendo a noi lumi sulla scabrosa vicenda, evidentemente natura e finalità di questa iniziativa restano piuttosto opache e non leggibili anche per loro.

Speriamo che il Tesoriere sia in grado di far comprendere agli organismi confederali la reale portata e gli effettivi risultati politici di queste sue iniziative,  sulle quali ha pesantemente impegnato sotto il profilo, organizzativo, di immagine di credibilità e soprattutto sotto il profilo delle risorse economiche la Confederazione UIL.

Ricordando con riconoscenza e stima la disponibilità, il garbo, il rispetto, la levatura politica, morale ed umana dei Benvenuto, dei Larizza, degli Angeletti e dei moltissimi che ancora oggi ci onorano della loro amicizia all’interno della Confederazione non possiamo che distinguere e valutare sotto il piano politico ed umano come chi ha oggi l’onore della delega per la Polizia di Stato all’interno della Confederazione UIL ed il modo in cui abbia disperso un patrimonio  valoriale  accumulato in anni di sinergia e collaborazione.

Evidentemente il secondo tipo di valori di cui abbiamo parlato, quelli pecuniari per intenderci,  è quello a cui il Tesoriere da maggiore importanza e, seguendo gli insegnamenti di Marco Aurelio, è sotto quel profilo che verrà valutato dai poliziotti italiani.

Roma, 12.10.2018

                       Antonino ALLETTO               Oronzo COSI

 

Il comunicato: Valori tesori e tesorieri

 

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