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Volante Lagunare Questura di Venezia: visibilità ed immagine contro efficienza servizi e sicurezza operatori – Report confronto del 13 Aprile 2018

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Volante Lagunare Questura di Venezia: visibilità ed immagine contro efficienza servizi e sicurezza operatori – Report confronto del 13 Aprile 2018

 

Le esigenze di visibilità della Polizia di Stato nei territori e di immagine, pur assolutamente condivisibili, non devono e non possono mai essere contrapposte alla sicurezza dei colleghi ed alla concreta efficienza del servizio.

E’ questo quello che abbiamo sostenuto nella riunione tenutasi ieri tra una delegazione del Dipartimento guidata del Vice Capo della Polizia Vicario Pref. Savina e le OO.SS. della Polizia di Stato,  sulle modalità di svolgimento del servizio di Volante Lagunare di Venezia.

Contravvenendo a specifiche precedenti disposizioni Dipartimentali, presso la Questura di Venezia, in via asseritamente sperimentale e oltre il termine fissato per tale “esperimento”, si continua a prevedere l’impiego di 3 operatori quale equipaggio della volante lagunare in luogo dei 4 operatori previsti.

Tale iniziativa è stata motivata dalla esigenza di formare due equipaggi delle citate unità operative nautiche al fine di aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini della Laguna.

Tale previsione però non garantisce la sicurezza dei colleghi e dei mezzi e contravviene apertamente, secondo noi, a precisi protocolli di conduzione di unità nautiche in area costiera e portuale oltre che alle stesse previsioni del codice della navigazione.

In area portuale infatti il comandante di una imbarcazione deve condurre personalemente il mezzo e deve poter avvalersi di una collaborazione per le manovre di ormeggio e per tutte le operazione che possano essere necessarie. Nelle condizioni meteo difficili che possono verificarsi, con il grande numero di imbarcazioni presenti nell’area e nelle emergenze operative di impiego della volante lagunare, non è pensabile che giunti sul luogo dell’intervento, i colleghi comandanti costieri possano da soli poter far fronte a tutte le manovre che la vastissima casistica prevede.

Una cima che si incaglia nell’elica, un’onda generata da un’imbarcazione, la esigenza di spostare rapidamente l’imbarcazione per i motivi più disparati, mettono a rischio i colleghi comandanti costieri di provocare danni a terzi, al mezzo di servizio e finanche a loro stessi. Una analisi della normativa sulla navigazione costiera e dei protocolli di conduzione di imbarcazioni in area portuale, in caso il collega comandante costiero abbandoni i comandi per tentare di gestire una situazione critica, non possono non far concludere per una condotta negligente e per una inosservanza che non potrebbe essere imputata che a lui stesso.  La stessa rapidità di movimento dell’imbarcazione garantisce inoltre la sicurezza di tutto l’equipaggio e la precondizione di efficienza necessaria della unità operativa.

Per tali motivi abbiamo censurato con forza tale iniziativa assunta dalla Questura di Venezia nonostante pressocchè tutte le sigle sindacali territoriali, si fossero espresse in senso contrario giungendo addirittura a far ricorso all’Autorità giudiziaria per contrastare tali disposizioni.

La stessa posizione di compromesso assunta dall’Amministrazione al termine del confronto , nel senso di garantire il numero di 4 operatori sulle volanti consentendo equipaggi da tre persone solo nella costanza di due equipaggi presenti in laguna, non ci pare una soluzione del problema ma al contrario una moltiplicazione dei rischi segnalati e delle possibili disfunzioni.

L’Amministrazione ha infine aggiornato il confronto assicurando gli approfondimenti necessari di natura tecnico-giuridica sulla scorta dei quali verrà poi assunta una definitiva posizione sull’argomento.

 

 

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