Negli ultimi anni l’utilizzo del taser da parte delle forze dell’ordine è diventato oggetto di un ampio dibattito pubblico. La sua introduzione, insieme alla progressiva estensione dell’impiego anche alle polizie locali dei comuni con meno di 20 mila abitanti, mira a fornire agli operatori uno strumento intermedio tra la forza fisica e l’arma da fuoco.
Sul tema è intervenuta, come ospite della trasmissione Siamo Noi in onda su TV2000, la segretaria nazionale della UIL Polizia Rosaria Maira, che ha sottolineato l’importanza di un’adeguata formazione e di un utilizzo realmente consapevole del dispositivo.

“Un impiego fondato sulla formazione”

« Ai nostri colleghi vengono forniti corsi specifici sull’utilizzo del taser, affinché questo strumento venga impiegato in maniera corretta e responsabile», spiega Maira.

Procedure chiare e intervento graduato

Maira sottolinea come l’uso del taser non sia mai la prima scelta:
«Gli operatori non arrivano sul posto e “sparano”. Esiste una procedura rigorosa: si tenta prima la mediazione verbale e la dissuasione. Il taser interviene solo quando si è di fronte a soggetti agitati, violenti o pericolosi per sé e per gli altri. Serve a immobilizzare temporaneamente la persona per metterla in condizioni di non nuocere».

Il ruolo del taser nelle situazioni critiche

La segretaria richiama poi l’importanza dell’estensione introdotta dal decreto Milleproroghe:
«Consentire l’uso del taser anche alle polizie locali dei piccoli comuni è una scelta importante: significa dotare gli operatori di uno strumento utile a prevenire esiti più gravi».

Il taser, infatti, rappresenta una possibile alternativa all’uso dell’arma da fuoco:
«In situazioni critiche, come quando si fronteggia un individuo armato o fuori controllo, il taser può arginare il rischio di conseguenze letali, tutelando sia la persona coinvolta sia gli agenti».

Tutela della cittadinanza e degli operatori

«La Polizia è presente per tutelare la collettività» conclude Maira.
«Il taser, se usato secondo protocollo e con adeguata formazione, permette spesso di riportare la situazione alla sicurezza senza dover ricorrere a mezzi più invasivi. È uno strumento che tutela i cittadini e gli operatori, contribuendo a ridurre i rischi nei contesti ad alta tensione».

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