La UIL Polizia Napoli, con senso di responsabilità istituzionale e nel rispetto delle prerogative sindacali, intende segnalare e stigmatizzare quanto recentemente accaduto presso il Reparto Prevenzione Crimine Campania, in merito alla notifica di una “Lettera di sensibilizzazione” indirizzata a un operatore in servizio presso il medesimo Reparto.
L’atto in questione, firmato dalla Dirigente e notificato durante la fruizione di un congedo ordinario, risulterebbe motivato dalla segnalazione effettuata dall’operatore, in qualità di autista, dello stato di igiene e salubrità di alcune autovetture di servizio, con riferimento alla loro condizione interna ed esterna in termini di pulizia, nonché da alcuni suggerimenti formulati in chiave collaborativa.
Tale segnalazione, seppur riportata su un modulo interno non espressamente previsto dal regolamento ma disposto dalla Direzione, è da ritenersi manifestazione di senso civico e di attenzione alla sicurezza ambientale durante il servizio da parte del dipendente. Paradossale risulta, a nostro avviso, la “sensibilizzazione”, poiché il regolamento contempla espressamente, anche nel Mod. 106, una sezione apposita denominata “Rapporto”, destinata alle comunicazioni del conducente, inclusi guasti e anomalie.
A tal proposito, sembrerebbe siano state richieste due relazioni di servizio per questo presunto “atto gravissimo” commesso dal dipendente, a seguito delle quali è stata emessa la citata sensibilizzazione (sic!).
Appare, dunque, del tutto irragionevole e privo di coerenza che l’unico destinatario di una formale “sensibilizzazione” risulti proprio il dipendente che, nell’esercizio legittimo delle proprie prerogative e in adempimento degli obblighi di cui all’art. 20 del D.Lgs. 81/2008, aveva segnalato criticità igienico-funzionali rilevanti per la tutela della salute e della sicurezza del personale.
Una simile iniziativa, lungi dal perseguire finalità organizzative o correttive, rischia di assumere i connotati di un atto ritorsivo, volto a colpire chi ha osato evidenziare disfunzioni strutturali dell’ufficio.
Tale circostanza appare ancor più grave se si considera che il dipendente in questione è iscritto alla UIL Polizia, organizzazione sindacale che negli ultimi mesi ha più volte rappresentato, anche formalmente, le medesime criticità. L’azione intrapresa dall’Amministrazione, pertanto, potrebbe configurare una discriminazione indiretta o addirittura un vero e proprio accanimento nei confronti di lavoratori appartenenti a una specifica sigla sindacale, in violazione degli artt. 14 e 15 della Legge 300/1970 e dei principi di libertà sindacale sanciti dall’art. 39 della Costituzione.
Se confermata, tale condotta integrerebbe un uso distorto del potere gerarchico, esercitato non per garantire il buon andamento dell’ufficio, ma per intimidire o dissuadere il personale dall’esercitare il proprio diritto di segnalazione e la propria libertà di adesione sindacale. È evidente che un simile comportamento, oltre a ledere la dignità professionale del lavoratore, produce un effetto dissuasivo sull’intera comunità lavorativa, minando il corretto equilibrio delle relazioni sindacali e il clima organizzativo.
Si evidenzia, infine, che l’eventuale quiescenza della Dirigente, che tra pochi giorni lascerà la direzione del RPCC, non elimina né attenua la rilevanza delle condotte poste in essere, i cui effetti lesivi permangono e continuano a produrre conseguenze attuali e concrete. Proprio per tale ragione, l’accertamento giudiziale, con pieno mandato all’Avv. Gabriele Licata, si rende necessario al fine di ristabilire legalità, tutela e imparzialità nell’esercizio del potere direttivo.
La UIL Polizia Napoli chiede pertanto una verifica puntuale dei fatti esposti e un intervento volto a ristabilire equità, trasparenza e rispetto delle funzioni all’interno del Reparto.
A margine, si ritiene opportuno segnalare, senza voler entrare nel merito dell’organizzazione interna del RPCC, che una costante presenza del personale addetto al momento della consegna dei veicoli consentirebbe un controllo immediato e congiunto con gli autisti. Tale procedura, oltre a favorire una più efficace collaborazione, permetterebbe di rilevare tempestivamente eventuali problematiche, prevenendo equivoci, contestazioni e soprattutto disagi per gli operatori su strada, che non dovrebbero farsi carico di responsabilità non proprie.
Si auspica che il nuovo dirigente pro tempore voglia inaugurare una fase improntata a un diverso e più costruttivo atteggiamento nei confronti dei lavoratori, fondato sul dialogo, sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione delle professionalità.
Con tono ironico, ma non privo di amarezza, si auspica che, per quanto sopra esposto, venga notificato anche al sindacato un atto di sensibilizzazione per l’attenzione dimostrata verso il benessere operativo e igienico-sanitario del personale o per aver analizzato un aspetto migliorativo della vita professionale delle donne e degli uomini di questo Reparto.






